Storia dei media: Dall'oralità alla scrittura — Culture orali e memoria
Come le società senza scrittura componevano, conservavano e verificavano il sapere, dalle formule di Omero ai khipu inca e ai tamburi parlanti.
Prova 3 domande
1. Che cosa concluse Milman Parry su come furono composti i poemi omerici?
- Da un solo scriba in una seduta
- Da antichi rotoli egizi scritti
- Oralmente, con formule già pronte
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Risposta: Oralmente, con formule già pronte
Parry dimostrò che le frasi ripetute e metricamente fisse dei poemi sono gli strumenti di poeti che componevano a voce durante l'esecuzione, non di scrittori a tavolino.
2. Perché i poemi omerici ripetono così spesso espressioni come «Aurora dalle dita di rosa» e «Achille piè veloce»?
- Gli scribi riempivano pagine danneggiate
- Il greco antico aveva pochi nomi di colori
- Le formule si adattano al metro mentre si recita
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Risposta: Le formule si adattano al metro mentre si recita
Ogni epiteto occupa uno spazio preciso dell'esametro, così il cantore poteva mantenere il ritmo mentre componeva all'impronta.
3. Per verificare la teoria di Parry negli anni Trenta, dove furono registrati cantori epici orali ancora attivi?
- Nell'India settentrionale
- Nell'Irlanda rurale
- In Jugoslavia, nei Balcani
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Risposta: In Jugoslavia, nei Balcani
Parry e Albert Lord registrarono i guslari slavi meridionali, che componevano ancora lunghi canti eroici durante l'esecuzione: un modello vivente di come poteva lavorare Omero.
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