Diritto penale – parte generale: perché il movente conta così poco
Un viaggio tra le idee che decidono quando una condotta è reato, chi ne risponde e perché si punisce.
Prova 3 domande
1. Chi coniò la formula 'nullum crimen, nulla poena sine lege' (nessun reato, nessuna pena senza legge)?
- Il giurista tedesco Anselm von Feuerbach
- Il giurista romano Ulpiano
- Il pensatore italiano Cesare Beccaria
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Risposta: Il giurista tedesco Anselm von Feuerbach
Feuerbach formulò la massima latina all'inizio dell'Ottocento; nonostante il latino non è romana, e Beccaria difese l'idea senza coniarla.
2. Una nuova legge rende reato un fatto e viene applicata a chi lo ha commesso l'anno prima. Quale principio viola?
- Il divieto di doppio giudizio
- Il divieto di leggi penali retroattive
- La presunzione di innocenza
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Risposta: Il divieto di leggi penali retroattive
La legalità esige che il reato sia definito prima del fatto, così che ognuno sappia in anticipo che cosa è vietato.
3. Dopo che hai commesso un reato, ma prima della condanna, la legge ne riduce la pena. Nella maggior parte dei sistemi moderni quale pena si applica?
- Quella più severa in vigore al momento
- La pena più mite della nuova legge
- Una media tra la vecchia e la nuova
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Risposta: La pena più mite della nuova legge
Il principio della legge più favorevole (lex mitior) fa sì che una legge successiva più mite giovi all'imputato; solo quelle più severe non retroagiscono.
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